
Situata su di una spianata alta circa 30 metri s.l.m., Selinunte prende il nome dal
Selinon , il prezzemolo selvatico. Venne fondata da coloni di Megara Hyblaea nel
VII secolo a.C. Immigrazioni successive di coloni megaresi sicelioti si ebbero sia
negli ultimi decenni del VII sia per tutto il VI secolo fino agli inizi del V. Selinunte
tentò di fondare delle colonie nella Sicilia occidentale (Eraclea Minoa). Quando,
all'inizio del V secolo scoppiò la guerra fra Greci di Sicilia e Cartaginesi, che
si concluse con la battaglia di Himera nel 480, Selinunte, preferì allearsi con Cartagine.
Ebbe numerosi e forti contrasti con Segesta fino al 409, anno della sua distruzione
avvenuta proprio ad opera dei Cartaginesi. Selinunte così si trovò sottomessa al
dominio dei Punici che la fortificarono e la ricostruirono, nell'area dove prima
sorgeva l'acropoli: i resti archeologici presentano un abitato misto, punico e greco.
Il dominio cartaginese, durò fino alla I guerra punica. Cartagine, per difendersi
dagli attacchi romani, decise di concentrare le sue forze a Lylibeo, trasferendovi
la popolazione di Selinunte, distruggendone la città ed abbandonandola alla rovina.
Un violento terremoto, nel secolo X o XI, finì forse per ridurre ad un cumulo di
rovine i monumenti dell'antica città. Nel 1823 gli inglesi intrapresero degli scavi
archeologici.
E' in fase di attuazione un vasto programma di studi e di ricerche del
parco archeologico e di allestimento museografico.
Il parco archeologico:
Di fatto, l'eccezionalità di Selinunte è data dalla vasta quantità delle sue rovine, dalla loro mole e dal loro pregio, tutti elementi che, insieme, è difficile rintracciare in altre parti del mondo occidentale. Dal 1993 è stato istituito il Parco archeologico, grande 270 ettari, e non c'è giorno dell'anno che folti gruppi di visitatori non si aggirino tra spezzoni di colonne e il muschio che le ricopre, tra i decori dei basamenti e i ciuffi di lentisco che vi crescono nelle fessure, tra quei blocchi di pietra giallo oro lavorati dall'uomo, in bilico uno sull'altro, in una natura selvatica cresciuta con essi; qualche radura, piccole siepi, cespugli di fiori, fiocchi di prezzemolo, pochi alberi, tante varietà di verde ,ci si perde, fra pietre e cielo, ci si nasconde dietro i rocchi e si riappare sotto un'architrave, sotto i templi superstiti.
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