|
Resta
avvolta dal mistero l'esistenza di un'antica borgata, Conturrana, una
rupe immensa a 500 passi dalla riva staccatasi dalla montagna. Qui, probabilmente
intorno alla fine del IV sec. a.C., esistette un piccolo centro abitato.
Nucleo generatore di San Vito Lo Capo è l'attuale Santuario,
antica fortezza che nell'arco dei secoli ha subìto numerosi interventi
edilizi. La prima costruzione, realizzata intorno al trecento, fu una
piccola cappella dedicata a San Vito martire,patrono del borgo marinaro. Secondo
una tradizione accettata e riportata da tutti gli agiografi e cultori di
storia siciliana, il giovane Vito (di origini presubilmente della Lucania),
per sfuggire ai rigori della decima persecuzione ordinata da Diocleziano
303-304, e alle ire del padre Ila e del prefetto Valeriano, assieme al
suo maestro Modesto e alla nutrice Crescenzia, scappato via mare da Mazara,
col favore dei venti approdò sulla costa del feudo della Punta, in territorio
di Monte Erice, dagli antichi chiamato Capo Egitarso. Qui cominciò a
predicare la parola di Dio tra la gente del luogo, in una borgata poco
distante dalla spiaggia, chiamata Conturrana. In nome di Dio guariva gli
infermi, quanti fossero colpiti da rabbia o morsi da animali, o compromessi
nella salute per un improvviso spavento, scacciava gli spiriti immondi.
Ma, a dispetto dei numerosi miracoli operati, la sua opera fu coronata
da scarso successo, e si concluse col castigo inflitto da Dio a Conturrana.
La credenza popolare ritiene che il giovanetto S. Vito, martire al tempo
di Diocleziano, sia stato in questo paese non benevolmente accolto, allorquando
si era colà rifugiato,accompagnato dai precettori Modesto e Crescenzia.
L'inesorabile ira divina si era abbattuta sul paese, seppellendolo completamente
sotto una frana, non appena i tre profughi avevano lasciato il centro
abitato, dirigendosi verso il mare.Sempre secondo tradizione Santa Crescenzia,
voltandosi a guardare la città che crollava, divenne pietra nello stesso
punto dove adesso sorge la cappella, alla quale ancora oggi gli abitanti
del luogo attribuiscono poteri magici. Per S.Vito, invece, seguì una
breve dimora nell'Egitarso e, dopo un viaggio attraverso la Sicilia
e la Basilicata, il martirio il 15 giugno del 299.Col tempo crebbe
la fama della chiesa e dei "miracoli" attribuiti al martire Vito e
a Santa Crescenzia e così, per accogliere i numerosi fedeli che arrivavano
in pellegrinaggio - e, soprattutto, per difenderli da ladri e banditi
- l'originaria costruzione andò trasformandosi in una fortezza/alloggio.
Tale realizzazione risale alla fine del quattrocento. Fin dall'inizio,
il Santuario fu fatto centro ad una grande devozione e la fama dei
miracoli che il Santo qui operava, varcava anche i confini della Sicilia,
richiamando in ogni stagione numerosissimi pellegrini. Anche gli stessi
corsari, nemici dichiarati della fede cattolica, avevano rispetto per
il Santo e per il suo tempio. |